Legare è dominio
L’atto di legare non è soltanto un gioco di dominazione fatto con corde in quanto potrebbe essere vissuto alternativamente con la pratica dell’ immobilizzare o rinchiudere con qualsiasi mezzo. L’ uso della corda nel bondage ha un vero e proprio richiamo ad una determinata visione dell’atto di legare, cioè, osservare il corpo legato, come in una tela, in trappola, inerme. Tutto questo, è bello da vedere sia per chi effettui e sia per chi assista. Nel contempo dovrebbe essere percepito come godimento per chi lo riceve. Non semplicemente una prigionia, bensì, soddisfare il voyeur dentro colui che fascia con corde la preda, che spesso è una musa ispiratrice di masturbazione e scopate. Inutile contraddire questa tesi, leghiamo solo ciò che ci piace. ovviamente parlo da Dominatore instancabile. Vero ed indiscutibile il fatto che il bondage abbia dei richiami antichi, dove i prigionieri venivano legati con corde per poi essere uccisi o torturati. Anche vero che le donne, una volta legate ed avvolte in queste corde, venivano soprattutto stuprate ed abusate. In questo caso non credo vi fosse reale godimento carnale, bensì, appagamento dato da ira ed odio, che possa solamente saziare l’ essere crudele atto a sottomettere. Penso che il richiamo alla tortura sia proprio questo. Lo stupro ed il godimento di un corpo immobilizzato, bello ed eccitante per via del suo non potersi opporre. Il dominio affascina il master e fa eccitare la slave che si fa legare nei modi più avvezzi al proprio scopatore.
Fatta la premessa, faccio una piccola analisi ad oggi :
Legare moderno
Oggi un gioco erotico dove un dominante lega o immobilizza un sub per costringerlo al piacere o ad una punizione. L’atto di intrappolare con corde o altri strumenti viene definito immobilizzazione in generale, per i puristi il bondage o bondaggio. Rendere in schiavitù manipolando il corpo dello schiavo a suo piacimento. Tutto ciò viene fatto per il piacere sessuale ovviamente. La pratica deriva, a differenza di molte altre pratiche bdsm che prendono spunto dalle torture, dal legare o immobilizzare i prigionieri di guerra. (quindi l’ azione che precedeva la tortura. In poche parole, la Cattura).
Ai tempi non esistevano ancora le catene, quindi presumibilmente potevano essere usate corde di paglia e rami. Probabilmente, andando avanti con la storia e l’evoluzione, avvennero i tessuti, poi le corde ed infine le catene. Le corde sicuramente oltre ad essere utili ad altri scopi e leggere da trasportare, sono state utilizzate anche in tempi di catene in ferro. Penso che da questo derivi lo stereotipo del bondage .
Da questo metodo di cattura dei prigionieri, nacque ovviamente lo studio della tecnica, i modi di legare, i nodi e tutto ciò che potesse necessitare per essere rapidi ed efficaci nell’ intrappolare una preda. Un po’ come nella marina militare e tutti i suoi nodi e tecniche sulle cime.
Ai nostri giorni, il bondage è diventata arte, con lo studio di tecniche come quelle giapponesi, famose per la loro diffusione. Sono nati Artisti che amano legare ed appendere persone per poi fotografarle, immortalando così l’attimo di prigionia sotto forma di experience artistica. Di conseguenza, vivendo il mondo social, non potevano mancare le Modelle di questo nuovo trend, per poi arrivare ad influencer e scrittori di libri pratici e tecnici.
Un ragno che tesse la tela
Ovviamente , senza nessuna arroganza, amando il concetto di prigionia atto allo stupro ed abuso, posso limitarmi a spendere parole per come io viva, respiri e intenda il concetto di “legare”. Non facendolo a titolo esibizionistico o per fini social/commerciali, vivo questa pratica senza fronzoli e senza virtuosismi. Spesso vedo Persone che si definiscono maestri di nodi e legature intricate, atte alla spettacolarità della loro “performance”. Io Personalmente, Lego per scopare, per imprigionare ed ottenere tutto quello che voglio dalla donna a cui desidero rubare avidamente tutto il piacere che potrà donarmi. Lego ed intrappolo per ammirarla Inerme e privata da ogni tipo di azione. Ammirare la sua vera bellezza nel suo più totale abbandono. Per abusare di lei e se desiderassi, anche far si che possa essere abusata da chi mi assista. Come un ragno, che tesse la sua tela in anticipo, silenziosamente, per far si che chi incontrerà la sua gabbia, verrà imprigionato da essa e si troverà a far i conti con il padrone di quei fili diabolici. La mia mente è una tela, spesso, prima di agire, ho già in mente cosa farò a quel corpo, quindi saprò già come e cosa dovrò immobilizzare. Nel caso non sapessi cosa fare, il bondaggio sarà ancora più semplice. Questo per dire che il bondage a fini sessuali, non centra assolutamente nulla con il bondage da vetrina. Lo eseguo in maniera semplice, efficace, per poter scopare nel modo migliore la figa che dovrà godere di me, senza farle male con ciò che userò su di lei. Ma soprattutto deve essere erotico ed eccitante da fare e da vedere. Provate a legare qualcuno, mettendoci ore, il desiderio e il vostro cazzo avrà già rinunciato. Ecco perché personalmente, mi piace esprimere il concetto di bondage per sesso e bondage per esibizione. Non sto denigrando o dicendo che legare con conoscenza e maestria non sia un atto virtuoso ed ammirevole, anzi, ritengo meraviglioso ed artisticamente bello ciò che si possa fare con le corde su di un corpo, nudo o vestito. Però, se avessi voglia di godere della mia troia, per poi farne ciò che mi passi per la testa, mi piace ragionare sia di cazzo che di tempo per la goduria. Quindi anche un giro di corda, di scotch oppure due semplici manette, sono perfette per espletare un amplesso sessuale.
Diverso invece è per coloro che provano il piacere di legare senza fare sesso. Ma questo è un’ altro argomento ed un’ altra pratica.
Crudo e Crudele
Un’ altro aspetto fondamentale di come io viva questi momenti è l’ essere un vero carceriere. Quando lego la mia schiava, di ciò che si aspetti non mi interessa assolutamente nulla, perché lei in quel momento condivide la mia filosofia, sa che le donerò piacere infinito, abuso atto al godere ed esprimerò quella forma di egoismo brutale che differenzia da ogni altra pratica. Se ti lego sei Mia, ti farò tutto quello che mi pare e ti farò fare ciò che voglio. Questa crudeltà intellettuale crea quella vera magia che il bondage debba donare. Se no, che cosa legate a fare? Posso fare quello? Posso farti quest’ altro? Ti piace?…. Quando vedo o sento queste scene mi scende il cazzo e mi chiedo perché si debba per forza fare questa pratica. Anzi, mi correggo, per molti è un gioco erotico e nulla di più. Essendoci la regola fondamentale del rispetto reciproco ed esistendo la “safe word” , cazzo, il mio obiettivo deve essere godere di lei e farla godere come una porca, senza nemmeno pensare a cosa stia pensando. Legare è far subire. Legare è dominare. Legare è scopare e costringere, spingendola anche dove non è mai arrivata. Crudo e Crudele. Non è un concetto di saperlo fare o meno, potrebbe anche essere la prima volta che lo si affronti, ma se deve esser fatto, che sia fatto con passione e con reale desiderio.
Per comprendere; perché sicuramente tutto è opinabile, Chiudete gli occhi, pensate di essere Voi schiavi legati. Che tipo di carceriere vi aspettate? Credo che la risposta sia sopra queste righe.
Arte, Esibizionismo,Feticismo
Come già accennato, legare è sia ammirare il corpo imprigionato, sia apprezzarlo per ciò che trasmetta in quell’ istante. Qui cambio il panorama, riportandolo al bondage odierno, quello che si possa definire oggi il legare erotico ed artistico. La Magia di questa pratica è proprio il mettere in risalto la bellezza di un corpo e la cosa estremamente eccitante è che ogni parte del corpo possa assumere fascino, erotismo e desiderio carnale, in base al contesto del bondaggio. Qui nasce la vera scissione di questa pratica, che grazie a queste variabili, per alcuni diventa una vera e propria disciplina.
Arte, vissuta da molti come una scultura da creare, uno spazio da ornare ed impreziosire. sono molti gli esempi che si possono vedere sul web, bondaggi intricati, impossibili, studiati ed applicati con perizia e tecnica assoluta. Molti di questi capolavori sono talmente affascinanti ed incredibili che riescono a far passare in secondo piano sia il corpo legato, sia il concetto stesso di prigionia. Questi Rigger sono dei veri e propri architetti dell’ immobilizzazione.
Esibizionismo, la pratica eccitante di base primaria che appartiene all’ essere umano dal tempo dei tempi. Mostrarsi è eccitante e mostrare ciò che si sappia realizzare è appagante. Credo oggi, più che mai, il bondage possa definirsi pratica esibizionistica sia per chi leghi, sia per i modelli/e che si espongono. Tra i Rigger c’è una sorta di rispetto e di competizione che viene trasmessa e diffusa come risultato del proprio lavoro e miglioramento della tecnica. Per donne e uomini che si fanno legare, fotografare, immortalati anche in sospensioni fuori dal comune e logica di prigionia, è un vero atto esibizionistico e di grande privilegio. Non è sempre e solo un atto sessuale, o un atto artistico. Sta diventando un vero trend,, una moda, dove vi nascono ogni giorno modelle a pagamento e rigger, con tanto di portfolio, profili social e studi privati dove si tengono persino corsi e seminari sul bondage. Da un lato eccitante, dall’ altro , una pratica sempre più bisognosa di spettatori.
Feticismo, impossibile non toccare questo argomento. Il fetish è un’ argomento infinito, per indumenti, oggetti e parti del corpo. Ovviamente, nel bondaggio, ogni singola parte del corpo può diventare protagonista, quindi il feticista viene appagato al 100% da questa pratica. Chi adora una parte del corpo è solitamente amante del bondage. Chi lega, non può non esser un feticista, o magari non sa di esserlo, ma il bondage soddisfa a pieno proprio il feticismo del corpo. Tanto è vero che legando si isolano le curve, i dettagli, le particolarità, potendole mettere in risalto. L’ esempio facile può essere quello dei piedi e del culo. Addirittura un classico pornografico, talmente diffuso che se ci facessimo un giro sui social hard, ci sono modelle che hanno profili solo di queste due parti del corpo. Legando ed imprigionando la preda, il feticista può abusare della singola parte del corpo, godendone con avidità. In fondo è questo che vuole il feticista, godere solo di ciò che lo attrae.
Che voi siate una coppia, un uomo, una donna, affascinati da questa pratica, sappiate che potrebbe realmente diventare un “droga” a livello di piacere…. Parlo sempre per esperienza e gusti personali. L’atto di legare è sempre diverso, unico, mai banale, accende la voglia, il desiderio. Se fatto con passione, se ricercato, dona un vero appagamento sia per dom sia per sub. Anche vissuto come erotismo, senza bdsm, senza ruoli, legare è estremamente eccitante. Vi auguro e consiglio di testare questa esperienza sessuale, riscoprendovi e spingendovi sempre oltre.
Cercate il massimo del piacere nel legare e ne donerete altrettanto a chi subirà le vostre corde.

